La versione di Schettino

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L’Ufficiale della Marina Mercantile Francesco Schettino ha detto ai giornalisti che la Costa Concordia entrò in collisione con lo sperone di una roccia.

Il capitano ha infatti spiegato che: “Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi”.

Eppure i pescatori locali e non solo sono rimasti particolarmente stupiti dall’affermazione. Infatti la locazione delle rocce pericolose è assai nota e perfettamente segnalata. Ma Schettino si difende affermando di non avere colpe.

In passato, le navi da crociera hanno avuto il permesso di navigare entro 1.500 piedi di Isola del Giglio, spesso per salutare gli abitanti con un fischio della nave. Tuttavia, lunedì, Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato di Costa Crociere, ha detto in una conferenza stampa che Schettino aveva portato la nave troppo vicino alla costa rocciosa e ha sottolineato che le navi della sua azienda sono dotate di allarmi che suonano quando si devia dal percorso programmato. “Non posso negare che ci sia un errore umano”, ha detto Foschi. “Stiamo parlando di un’iniziativa che il comandante Schettino ha preso secondo la sua volontà e in contrasto con le nostre regole di condotta”.

 

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Category: Cronaca

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