Ateismo e misticismo.

Che significa misticismo?

Una società di illustri filosofi ha proposto una definizione che pare convincente: “Misticismo è la credenza alla possibilità di una unione intima e diretta dello spirito umano con il principio fondamentale dell’essere, unione che costituisce insieme un modo di esistenza e un modo di conoscenza estranei e superiori alla esistenza e alla conoscenza normali.” Se riteniamo che Dio sia il principio fondamentale dell’essere, ogni misticismo autentico ha nella divinità le proprie radici. Un misticismo ateo, date queste premesse, risulta contraddittorio e improprio. Ma nella storia sono frequenti gli esempi di uomini che realizzano, o credono di realizzare, una unione intima e diretta dello spirito umano con un principio dell’essere diverso da Dio e assunto come fondamentale. Un artista può essere convinto che principio fondamentale della vita non sia già la divinità che presiede al mistero delle cose, ma la folgorazione della bellezza che a lui si rivela in attimi privilegiati; un filosofo può ravvisare la finalità ultima dell’esistenza nella ricerca della verità – una verità magari sconsolante che sfugge agli uomini immersi nella banalità quotidiana e rivela come l’uomo viva scagliato in un mondo senza scopo e senza Dio; un politico può ritenere che ragione fondamentale dell’esistenza sia la costituzione di una società di uomini liberi e razionali, interamente artefici del loro destino, senza tutela di potenze soprannaturali.

Mistici senza Dio.

Questi artisti, filosofi e politici, nella misura in cui si abbandonano con tutte quante le energie dell’animo alle rivelazioni e agli insegnamenti del loro spirito, attuando una specie di comunione totale e rinnovatrice con il principio che hanno posto quale fondamento del pensiero e della vita, possono essere detti mistici senza Dio. Mistico della bellezza fu Oscar Wilde che elevò un vero culto al piacere estetico. Esempi di ateismo filosofico vissuto in registro mistico li troviamo in Schopenhauer e Nietzsche, Feuerbach e Comte ; quando propongono di sostituire il regno di Dio con il regno dell’uomo, essi danno l’avvio a una politica atea fondata sulla religione mistica dell’uomo. I mistici senza Dio vivono i propri convincimenti come una fede religiosa. La religione laica ha i suoi martiri, i suoi riti, i suoi testi sacri, i suoi sacerdoti, la sua chiesa, la sue feste. Coloro che credono in un Dio rivelato chiameranno mistificazione, culto demonico, orgoglio di Prometeo e follia titanica la religione atea e mondana che proclama la morte di Dio. Il nuovo assoluto, si chiami esso bellezza, verità , giustizia, ragione, regno dell’uomo, libertà, verrà denunciato dai credenti dell’antica fede come un falso assoluto, come un idolo bugiardo.

L’ateo.

Se chiamiamo ateo l’uomo che vive ignorando il problema di Dio, l’uomo nella cui vita Dio non è problema o pungolo, mistero o dramma, si giunge alla conclusione paradossale che il maggior numero di atei non si trova già in coloro che si professano apertamente tali, bensì negli uomini di tiepida e scialba fede. Vi sono uomini nei quali la religiosità è un fatto superficiale e mondano che si esaurisce nella frequentazione domenicale della chiesa. Questo tradizionale ossequio liturgico, compiuto meccanicamente, è il solo tributo tipico, come certi personaggi dostoevskjani, è un “patito” di Dio , un uomo in continua polemica e dialogo con il Dio che lo inquieta e ch’egli nega avendolo sempre nel cuore e nella mente come colui che non deve essere. L’uomo indifferente a Dio vive come se non esistesse quel essere cui rende ipocrita omaggio nella noia del mattino domenicale, per non rispettarlo più fuori della chiesa, nella pratica quotidiana della vita dove veramente si cimenta la saldezza dei convincimenti. Tra i cerimoniosi domenicali si reclutano i campioni dell’ateismo pratico, vero contrabbandiere che salva la faccia e non paga il dazio. L’ateismo teoretico convive assai spesso con un pathos religioso che cerca l’assoluto in una direzione nuova.

Così l’ateo Nietzsche è una torcia religiosa che arde e consuma nella negazione il proprio fuoco. Egli predica il superuomo, un nuovo assoluto che invade il posto del dio vacante. Così Feuerbach, Comte, certe forme di anarchia e socialismo vagheggiate come nuove religioni umanistiche, mettono capo a un ateismo mistico. Il misticismo dei senza Dio, oltre che possibile, è una realtà storica documentabile.

 

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Category: Cultura

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