Meditare con il maestro Osho

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La mia passione per la filosofia e le religioni orientali ma hanno dato modo di conoscere il maestro illuminato Osho (al secolo Bhagwan Shree Rajneesh, 1931-1990), un mistico molto vicino alla nostra epoca e oramai famoso in tutto il mondo. Ho iniziato a conoscere Osho attraverso i suoi libri, in particolare quello che tratta della sua vita, “Una vertigine chiamata vita”, non proprio una autobiografia, in quanto egli non scrisse nulla, e tutti i suoi libri sono stati redatti registrandoli dalle sue stesse parole. Osho era un maestro di retorica, insegnava all’Università, e di conseguenza sapeva parlare molto bene.

Quando lessi la storia della sua vita fu per me illuminante! Tutto ciò che cercavo, tutto ciò che desideravo, sembrava sintetizzarsi nelle sue parole, semplici e allo stesso tempo ricche e piene di phatos e intima religiosità. Fu per me come un bagliore interno, fui spinto dal desiderio di conoscere più approfonditamente questo mistico, di cui avevo sentito parlare in passato, ma che non avevo mai avuto modo di capire chi fosse. Così mi misi in ricerca di un centro di meditazione ispirato alla sua spiritualità. Ne trovai uno non molto distante da dove vivevo e lo raggiunsi in fretta. Solo dopo essermi accostato alle sue meditazioni però, riuscii a capire chi fosse veramente Osho e quale grande essere illuminato era. Fu proprio la conoscenza delle sue tecniche, potremmo dire, catartiche, che mi permise di andare ancora più a fondo di me stesso e di capirmi meglio. Capii ben presto che non si può conoscere la filosofia o la spiritualità dell’Oriente se non si praticano le tecniche giuste. E’ impossibile descrivere a parole cosa sia la meditazione, occorre farne esperienza. Perciò quando mi capita di parlarne con qualcuno, invito sempre a “venire e vedere”, nel senso di meditare insieme. Il maestro Osho è un personaggio veramente unico, universale. La sua è una visione sincretica della spiritualità, che racchiude l’esperienza delle più grandi religioni, prese nella loro essenza più profonda e riadattate a proprio modo unendo anche l’esperienza della visione occidentale. Oriente e Occidente mirabilmente uniti in una sintesi che si esprime nelle sue tecniche meditative. Alla base c’è il principio che la musica è vibrazione e che va a incidere nei nostri stati d’animo (perchè noi in realtà siamo fatti di vibrazioni…) per farci raggiungere il centro del nostro essere e modificarci. C’è dentro la concezione tipicamente orientale che implica l’osservazione attenta di tutto ciò che siamo, del nostro corpo, delle nostre emozionil, stati d’animo, sensazioni, ecc.. quello che siamo in tutti i suoi aspetti. Osservare se stessi ci permette di capire cosa succede dentro e fuori di noi. E’ un metodo che si accosta bene alla scienza, perciò può dirsi benissimo scientifico. Non ci sono preghiere, invocazioni, non bisogna appartenere a nessuna religione, basta cercare dentro di noi e tutto quello che cerchiamo, scopriremo, esiste già… Il mio invito a chi fosse interessato è proprio quello di provare una delle sue meditazioni, senza per questo sentirsi giudicati perchè magari si appartiene a questa o quella religione. Osho non esclude nulla, accoglie tutto, il suo è un pensiero veramente libero. Può accostarsi a lui chiunque. Egli stesso ha inventato tantissime tecniche tante quante sono le esigenze degli uomini. Ognuno può trovare la propria, quella che gli calza meglio. Ma devo ricordare che tutto va fatto con estrema umiltà e capacità di accoglienza. Si tratta di liberare la propria mente, anche per poco, per scoprire chi siamo… Con questo scritto spero di aver quanto meno incuriosito qualcuno di voi e che vi abbia suscitato interesse per questo grande maestro e le sue meditazioni. E magari, chissà, approfondire ancora di più ed arrivare ad esser un vero sanniasyn, ovvero discepolo, di Osho.

Francesco

Category: Cultura

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